giovedì 29 giugno 2017

ROMA, APPUNTAMENTO CON LE TRADIZIONI, UN PARTICOLARE CAFFE' LETTERARIO CON SAN PIETRO E PAOLO



 INCONTRI D'ESTATE...
  Lorenzo Montanaro ci ricorda:


"Di Simone (poi ribattezzato Pietro da Gesù stesso) i Vangeli, solitamente molto parchi nelle caratterizzazioni psicologiche, ci offrono un ritratto vivido. E' irruento, sanguigno: parla e agisce d'impulso, al punto da meritarsi i rimproveri del Maestro. Ma è anche colui che, ispirato dallo Spirito Santo, intuisce prima degli altri la natura divina di Gesù: «Io credo Signore che tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente». Da qui la chiamata a una particolarissima missione, quella di guida e sostegno della comunità. «E io ti dico che sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa. Ti darò le chiavi del regno dei cieli e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». E' questo stesso primato che la Chiesa cattolica riconosce nel Papa, i cui simboli, le chiavi e l'anello del pescatore, immediatamente rimandano alla figura dell'apostolo."

Diversa la vicenda di Paolo, da persecutore dei cristiani ad apostolo:

"...a differenza di Pietro, non ha modo di incontrare il Gesù storico lungo le strade della Palestina. Lo incontra invece in modo misterioso, dopo anni di feroci persecuzioni contro la Chiesa. Per una parte della sua vita Saulo (questo il suo nome prima della conversione) è un uomo inflessibile, spietato, e colpisce i Cristiani con una determinazione che sembra sconfinare nel fanatismo. Poi accade qualcosa. «Tutta la vita dell’Apostolo  è segnata da quell’evento – si legge nel  Le confessioni di Paolo, tratto da un corso di esercizi spirituali che il cardinale Carlo Maria Martini tenne nel 1981 - È difficile capirlo, perché, in realtà, Paolo stesso comprende solo al momento della morte che cosa abbia significato per lui quell’episodio». E' la cosiddetta folgorazione sulla via di Damasco":


"Il primo Papa e l'apostolo delle genti. Uomini e carismi diversi uniti in un'unica festa che la liturgia celebra il 29 giugno, poiché, fin dalle origini, le comunità cristiane hanno identificato in queste due figure le radici stesse della Chiesa. Nella fedeltà a Cristo, fino a dare la vita".



I nomi dei due festeggiati, nomi  fra i più diffusi in Italia.
Pietro deriva dall’aramaico kephà, tradotto in greco pétros e significa “saldo come una pietra, roccia”. San Pietro Apostolo fu scelto da Gesù come “roccia” su cui gettare le fondamenta della Chiesa”, di cui fu il primo Papa. E’ il santo patrono di muratori, ciabattini, orologiai, portieri (per via delle chiavi), pescatori, pescivendoli e viene invocato in caso di trombe marine o battute di pesca difficili.
In Francia: Pierre Inghilterra: Peter Germania: Peter, Petra, Petrus Spagna: Pedra, Pedro Russia: Piotr, Pëtr

Paolo deriva dal latino volgare paulus, “piccolo”.
San Paolo fu un ebreo persecutore del cristianesimo che poi si convertì e divenne apostolo.

E’ il patrono di cordai, cestai, teologi, panierai, di chi si occupa di stampa e viene invocato contro le tempeste e il morso di animali velenosi.
In Francia: Paul, Paulette
Inghilterra: Paul, Paula, Pauline
Germania: Paul, Paula
Spagna: Pablo, Pablito, Pablita
Ungheria: Pal.





CURIOSITA'



Sono entrati  anche  nei giuochi dei ragazzini romani e non sappiamo se ci siano restati anche al giorno d'oggi. Prendendosi per mano cantavano: «San Pietro e San Paolo / opritece le porte». E l'altro gruppo rispondeva: «Le porte stanno aperte / per chi ce vole entrà». Gli altri, gli spodestati Dioscuri, dall'alto della cordonata del Campidoglio, da Montecavallo guardano delusi i romani che, dimenticando le folli galoppate e la vittoria del lago Regillo, si sono dati anima e cuore ai due stranieri giunti in riva al Tevere dalle lontane contrade di Giudea. 

"Si ricordano gli indirizzi dove hanno abitato: Pietro nella domus del senatore Pudente, dove oggi sorge la chiesa di Santa Pudenziana, Paolo sull'Aventino, presso Aquila e Priscilla tessitori, al luogo di Santa Prisca. All'Arenula, la chiesa di San Paolino sta a indicare la sua dimora di prigioniero agli arresti domiciliari, legato a catena al braccio d'un soldato romano. Imperando Nerone, tradizione vuole che, portati dal plotone presso la Piramide di Caio Cestio si scambiassero l'ultimo saluto per andare Pietro a essere crocifisso a capo sotto presso il Circo di Caligola in Vaticano e Paolo a essere decapitato alle Acque Salvie, località sull'ostiense segnata poi da tre prodigiose fontane sgorgate al tocco della sua testa benedetta, tutta cervello a giudicare dalle sue lettere apostoliche. Pietro con le sacre chiavi, Paolo con lo spadone che colpisce l'eresia segnarono chiese, strade e ponti.














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